mercoledì 25 settembre 2019

Sensori al laser: come funzionano.




Il sensore di polveri sottili

Sul mercato esistono principalmente due tipi di sensore di polveri sottili:
a) Sensori a filtro
b) Sensori ottici
Il primo tipo è schematizzabile come un aspirapolvere munito di una batteria di filtri con maglie di differenti dimensioni che vengono periodicamente pesati e sostituiti per determinare la quantità ed il diametro della polvere presente nell’aria aspirata.
Il secondo tipo invece utilizza una videocamera per “contare” quante particelle sono presenti nell’aria distinguendole per dimensione. Questa modalità di misurazione consente di ottenere sensori molto più piccoli e con meno bisogno di manutenzione, più adatti al nostro utilizzo. 

Tipologie di sensori ottici

I sensori ottici per polvere sottili possono essere divisi un due sottogruppi a loro volta, in funzione del sistema di movimentazione dell’aria. Il loro principio di funzionamento è semplice: dell’aria viene fatta passare davanti ad una videocamera mentre una luce al laser la illumina evidenziando meglio le particelle di polvere; il metodo di aspirazione dell’aria è disponibile in due modalità:
a) tramite convezione
b) tramite movimentazione meccanica
Il primo caso fa uso di una piastra riscaldata che genera nell’aria un moto di convezione per differenza di temperatura fra l’interno e l’esterno del sensore; questo metodo richiede che lo strumento sia posizionato in una zona dove l’aria è ben controllata, come l’interno di un edificio.
Il secondo caso invece fa uso di una ventola come sistema di aspirazione e risulta molto più adatto all’utilizzo all’aria aperta in quanto è meno influenzato dalla velocità esterna dell’aria.

Per questo motivo la scelta per misure esterne dovrebbe ricadere su questo modello di sensore (per esempio PM laser dust sensor SKU:SEN0177).
 

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